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Christian

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Christian - BIOGRAFIA DI UN "PICCOLISSIMO IDOLO"

Nome: Christian
Cognome: Zotta
Soprannome: Il Boss, L' idolo
Professione: fottuto cuoco
Luogo e anno di nascita: Cagliari il fottutissimo 29, di quel strafottutissimo Ottobre, del maledetto 1973.
Segni particolari: 160 cm di altezza e una testa più grande di tutto il resto del corpo (praticamente un microfono)

Dove e quando nasce lo sapete già, se siete stati così intelligenti da leggere qui sopra, quindi passiamo ai primi mesi di vita nei quali, il piccolo ma fastidiosissimo Christian, comincia a spaccare gli zebedei di tutta la sua famiglia piangendo giorno e notte senza tregua.

Questa fu la prima e anche l' ultima volta che il rompicoglioni per eccellenza ebbe ragione nella sua triste vita, infatti si scoprì che il latte della sua cara mammina non era altro che acqua colorata senza l' ombra di un elemento nutritivo, praticamente: "molte grazie per l'aperitivo ma adesso datemi da mangiare anche perchè devo crescere se no rimango indietro rispetto a gli altri bambini".

Gli diedero da mangiare ma lui rimase comunque sempre indietro.
Christian non riuscì a battere la forza di gravità anche a causa del suo super testone che lo schiacciava a terra e, oggi, si ritrova con un fisico da cono gelato quattro gusti dove i colori marroni la fanno da padrone (infatti in molti lo chiamano affettuosamente "faccia di merda").


Comincia la scuola per il nostro piccolo eroe, ed è proprio lì che si scopre che il grosso cervello che gli è stato donato aveva fini perversi e malvagi.
Infatti, mentre nelle materie scolastiche il suo impegno andava a sfiorare la sufficienza, la sua genialità negli scherzi ai malcapitati compagni non aveva limiti.

Ne sa qualcosa la piccola Patrizia, alla quale, con la silenziosità di un gatto, aveva riempito lo zainetto con una varietà di mele rubate alla mensa per un peso totale di 153 Kg. sapendo, naturalmente, che la piccola, di soli otto anni, abitava a 2 km dalla scuola e che sarebbe quindi tornata a casa a piedi senza accorgersi del peso, visto anche la sua fama di "svegliona delle alpi orobiche".
Quindi, oltre ad essere stata gonfiata di botte dal padre, che credeva la figlia una ladra fruttarola, ha dovuto portare un busto rigido per tenere dritta la schiena fino al compimento del diciottesimo anno di età.
Ancora adesso il fisico della poveretta visto di profilo ricorda tanto le nuovissime sedie "Hadseratsrjyv" dell'IKEA (famoso mobilificio svedese che vende i mobili da montare, con la passione di dare nomi a tutti i cazzi di oggettini che vendono; nomi, peraltro, assolutamente impronunciabili di modo che le mogli di tutto il mondo non vedano l'ora di acquistare un "Saaarryjknlui" o, che ne so, un "Ferubykuybg" per far finta di capirci "DIBBBBBRUTTTO" di arredamento quando vengono gli amici).

Per il tredicenne, piccolo e infaticabile genio del male dei Navigli, arrivò l'ora di scegliere un indirizzo di vita e, pensando a ragion veduta, di essere un pasticcione senza soluzione di continuità, scelse di fare il cuoco e si iscrisse alla "I.P.A.S. Carlo Porta", ovvero, la scuola alberghiera, gia ai vertici delle classifiche di "sfiga", che ancora non sapeva che stava per arrivare il "fuoriclasse".


Fu infatti un vero e proprio fuoriclasse in tutti i sensi: innanzi tutto, per la stragrande maggioranza del tempo, stava fisicamente fuori dalla sua classe poichè allontanato dai professori con i quali aveva spesso discussioni per i loro metodi di insegnamento, poi sfogava le sue frustrazioni, dovute alle discussioni di cui sopra, con i soliti poveri compagni che subivano i suoi innumerevoli scherzi tipo "l' astuccio nel tritacarne" o "i libri di testo affettati al 2".

Se prima era un genio senza mezzi, negli anni del liceo, il nostro idolo acquisì tutti quei bei strumenti che cominciava ad amare sul serio (affettatrici, forni, fornelli, coltelli ecc.)
La liberazione dalla scuola diede lo spazio che ci voleva al grande testone che cominciò ad abbracciare l'arte di fare musica mentre faceva le sue prime esperienze nei ristoranti del milanese.

Il suo estro venne immediatamente fuori in tutti i due campi ma divise l'uomo in due persone ben distinte:

- lo scanzonato autore di mille canzoni dedicate ai suoi amici che, tanto per cambiare, non erano altro che modi per prenderli in giro (dal periodo appreziamo "Rosy tira fuori una tetta stasera", "Meretrice o sbaglio", "tu fai schifo").

- Il serio e motivato professionista dei fornelli che lavorava giorno e, sopratutto notte, nei vari ristoranti e alberghi (tantissime ricette nascono da quel periodo confuso ma prolifico e ricordiamo "il branzino con patate e porcini" e "le tagliatelle con gamberi all'erba cipollina").

In quel momento conoscerà sua moglie Monica che sposerà quasi 10 anni dopo. Grazie alla sua compagna e ad altre vicissitudini, il "piccolo ma fastidioso", cambia, abbandona i ristoranti e si prende più spazio per vivere cominciando a lavorare in un self-service come chef e, anche nelle canzoni, i suoi testi si fanno meno umoristici.